
Menopausa e Perimenopausa: cosa cambia davvero nel corpo della donna
Box sintesi iniziale
Menopausa e Perimenopausa: cosa sono
Perimenopausa e menopausa non sono una malattia. Sono fasi fisiologiche della vita della donna. Questo però non significa che vadano banalizzate.
Durante questa transizione, il corpo può cambiare in modo evidente: il ciclo diventa irregolare, gli estrogeni diminuiscono, il grasso tende a distribuirsi più facilmente nella zona addominale, la massa muscolare può ridursi, le ossa diventano più vulnerabili e il sonno può peggiorare.
In sintesi:
- la perimenopausa è la fase di transizione che precede la menopausa e può durare diversi anni;
- la menopausa viene generalmente definita dopo 12 mesi consecutivi senza ciclo mestruale, in assenza di altre cause;
- il calo degli estrogeni può favorire una maggiore tendenza ad accumulare grasso addominale e viscerale;
- massa muscolare, forza e densità ossea diventano elementi centrali per la salute a lungo termine;
- l’allenamento non serve solo a dimagrire, ma a proteggere metabolismo, ossa, funzione, autonomia e qualità della vita;
- in presenza di sintomi importanti, menopausa precoce, patologie, osteoporosi o dubbi clinici, è sempre necessario confrontarsi con medico, ginecologo o specialista.
Il punto chiave è semplice: in menopausa non cambia solo il ciclo. Cambia il modo in cui il corpo risponde allo stile di vita, all’alimentazione, al sonno, allo stress e all’allenamento. Per capire davvero cosa cambia nel corpo femminile in questa fase, conviene partire da una distinzione semplice ma fondamentale: perimenopausa e menopausa non sono la stessa cosa. Capire questa differenza aiuta anche a interpretare meglio i sintomi, i cambiamenti fisici e il ruolo dell’allenamento.
La complessità della transizione verso la menopausa
Introduzione
Quando si parla di menopausa, spesso il discorso viene ridotto a due temi: vampate e aumento di peso.
In realtà, la transizione menopausale è molto più complessa. Coinvolge il sistema ormonale, la distribuzione del grasso, la massa muscolare, la salute ossea, il rischio cardiovascolare, il sonno, l’umore, l’energia quotidiana e la capacità di tollerare lo sforzo.
Molte donne raccontano la stessa sensazione: “faccio le stesse cose di prima, ma il corpo risponde in modo diverso”. Questo non significa che il metabolismo si blocchi o che dimagrire diventi impossibile. Significa però che il contesto fisiologico è cambiato.
Per questo, nella donna in perimenopausa o menopausa, l’attività fisica non dovrebbe essere pensata solo come una strategia per bruciare calorie. Deve diventare uno strumento programmato per mantenere forza, massa muscolare, salute metabolica, funzione articolare, densità ossea e autonomia. Il corpo cambia. L’approccio deve cambiare con lui.
Prima di parlare di metabolismo, forza, grasso addominale o salute ossea, è utile chiarire in quale fase del cambiamento ci si trova. La menopausa non arriva all’improvviso: spesso è preceduta da anni di transizione, durante i quali il corpo inizia già a dare segnali diversi.

Le differenze tra Menopausa e Perimenopausa
Perimenopausa e menopausa: che differenza c’è?
La perimenopausa è la fase di transizione verso la menopausa. Può iniziare diversi anni prima della cessazione definitiva del ciclo e spesso si manifesta con segnali progressivi: ciclo irregolare, cambiamenti del flusso, vampate, sudorazioni notturne, alterazioni del sonno, irritabilità, variazioni dell’umore, maggiore fatica o difficoltà a recuperare.
La menopausa, invece, non è un periodo generico. È un momento preciso nella storia riproduttiva della donna. In ambito clinico viene generalmente identificata dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazioni, quando non ci sono altre cause fisiologiche o patologiche che spieghino l’assenza del ciclo.
La maggior parte delle donne entra in menopausa tra i 45 e i 55 anni, anche se possono esistere casi di menopausa precoce, menopausa anticipata o menopausa indotta da interventi chirurgici, terapie oncologiche o condizioni mediche specifiche.
Le fasi principali
| Fase | Cosa succede | Perché è importante |
|---|---|---|
| Età riproduttiva tardiva | Il ciclo è ancora presente, ma possono iniziare oscillazioni ormonali più marcate | Alcune donne iniziano già a percepire cambiamenti di energia, sonno, peso o composizione corporea |
| Perimenopausa | Il ciclo diventa irregolare e i sintomi possono essere molto variabili | È una fase strategica per intervenire su stile di vita, forza, metabolismo e prevenzione |
| Menopausa | 12 mesi consecutivi senza ciclo, in assenza di altre cause | Segna la fine della funzione ovarica ciclica naturale |
| Postmenopausa | Periodo successivo alla menopausa | Aumenta l’importanza di forza, salute ossea, controllo metabolico e prevenzione cardiovascolare |
La classificazione STRAW+10 divide l’invecchiamento riproduttivo in tre grandi fasi: fase riproduttiva, transizione menopausale e postmenopausa. Questa distinzione è utile perché aiuta a capire che la menopausa non arriva “all’improvviso”: spesso è preceduta da una fase di cambiamento progressivo.
Capire in quale fase ci si trova è importante, ma dal punto di vista pratico molte donne si pongono una domanda ancora più concreta: cosa cambia nell’allenamento? La risposta è che perimenopausa e menopausa richiedono un approccio diverso, meno centrato sul consumo calorico e più orientato a forza, metabolismo, ossa e autonomia.
L’allenamento in menopausa
Il ruolo dell’allenamento in menopausa
Uno degli errori più frequenti è pensare alla menopausa solo in termini di peso. In realtà, uno dei cambiamenti più importanti riguarda la massa muscolare, la forza e la qualità del movimento.
Con l’età, la massa muscolare tende fisiologicamente a ridursi. Nella donna, la transizione menopausale può rendere questo processo ancora più evidente, soprattutto se si riducono movimento quotidiano, intensità dell’allenamento e stimoli di forza.
La forza non è una qualità estetica. È una funzione biologica. Serve per alzarsi da una sedia, salire le scale, portare borse, proteggere la schiena, mantenere equilibrio, allenarsi meglio e conservare autonomia nel tempo.
Per questo, in una donna tra i 45 e i 60 anni, la domanda non dovrebbe essere solo:
“Come faccio a perdere peso?”
Una domanda più utile sarebbe:
“Come posso mantenere o migliorare massa muscolare, forza, metabolismo e capacità di movimento mentre il mio corpo cambia?”
Questa è la vera svolta dell’allenamento in menopausa. Non allenarsi solo per consumare. Allenarsi per costruire.

Se la forza diventa una priorità, allora anche il modo di pensare l’allenamento deve cambiare. Non si tratta solo di aggiungere qualche esercizio, ma di passare da una logica di “bruciare di più” a una logica di costruzione: più muscolo, più controllo, più resistenza e più capacità di muoversi bene nel tempo.
Per approfondire questo passaggio in modo pratico, abbiamo dedicato un articolo specifico a allenamento in menopausa: quali esercizi fare davvero, dove analizziamo il ruolo di forza, attività aerobica, equilibrio, mobilità e progressione del carico.
Panoramica
Perché in menopausa l’allenamento deve cambiare approccio
Prima della menopausa molte donne si allenano con un obiettivo dominante: dimagrire, tonificare, sudare, bruciare calorie. In perimenopausa e menopausa questo approccio diventa spesso riduttivo.
Il vero obiettivo dovrebbe essere più ampio:
- mantenere o aumentare massa muscolare;
- preservare forza;
- migliorare tolleranza allo sforzo;
- ridurre sedentarietà;
- proteggere salute ossea;
- migliorare capacità aerobica;
- sostenere metabolismo e composizione corporea;
- migliorare equilibrio e controllo motorio;
- favorire autonomia e qualità della vita.
Le raccomandazioni internazionali per gli adulti indicano almeno 150 minuti di attività aerobica moderata alla settimana, oppure 75 minuti di attività vigorosa, con benefici aggiuntivi aumentando il volume settimanale. A questo si aggiunge il rinforzo muscolare dei principali gruppi muscolari almeno 2 giorni a settimana.
Per una donna in menopausa, questo significa che cardio e pesi non devono essere messi uno contro l’altro. Servono entrambi, con ruoli diversi.
Allenamento in menopausa: cosa serve davvero
| Obiettivo | Tipo di lavoro utile | Perché conta |
| Proteggere massa muscolare | Allenamento con pesi o contro resistenza | Aiuta forza, funzione, metabolismo e autonomia |
| Migliorare cuore e resistenza | Attività aerobica moderata o vigorosa adattata | Supporta capacità cardiorespiratoria, pressione e salute metabolica |
| Ridurre grasso viscerale | Combinazione di aerobico, forza, alimentazione e movimento quotidiano | Il grasso addominale è collegato al rischio cardiometabolico |
| Proteggere le ossa | Forza, carico progressivo, equilibrio e impatto controllato quando indicato | Dopo la menopausa aumenta il rischio di perdita di densità ossea |
| Migliorare qualità della vita | Movimento regolare, sonno, recupero e gestione dello stress | La risposta all’allenamento dipende anche dal contesto generale |
Questa panoramica mostra perché non esista un solo allenamento valido per tutte. Gli stessi obiettivi possono richiedere strategie diverse a seconda del livello di partenza, della storia personale, dei sintomi, della presenza di dolore o di eventuali condizioni cliniche. Per questo, prima della scheda, serve una valutazione.
Se vuoi passare dalla teoria alla pratica, puoi continuare con gli altri articoli della serie:
- Allenamento in menopausa: quali esercizi fare davvero — per capire come combinare pesi, cardio, equilibrio e mobilità.
- Allenamento con i pesi in menopausa — per approfondire forza, massa muscolare, ossa e metabolismo.
- Gambe gonfie in menopausa: esercizi utili — per capire quando il movimento può aiutare contro pesantezza, ritenzione e sedentarietà.

La valutazione iniziale
Il ruolo della valutazione iniziale
Una donna in menopausa non ha bisogno di un programma generico copiato da internet. Ha bisogno di capire da dove parte. Una valutazione iniziale dovrebbe considerare:
- storia personale e sportiva;
- eventuali patologie o terapie;
- qualità del sonno;
- livello di stress;
- attività fisica quotidiana;
- eventuali dolori articolari;
- forza di base;
- capacità aerobica;
- mobilità;
- controllo motorio;
- equilibrio;
- obiettivo principale;
- disponibilità reale di tempo;
- eventuale collaborazione con medico, nutrizionista o ginecologo.
Questo è particolarmente importante perché due donne della stessa età possono avere bisogni completamente diversi. Una può essere già allenata e avere bisogno di una progressione sui carichi. Un’altra può arrivare da anni di sedentarietà, insonnia, aumento di peso e dolore articolare. Un’altra ancora può avere osteopenia, ipertensione o sintomi importanti.
Il programma non può essere lo stesso. La personalizzazione non è un dettaglio. È il punto di partenza.
La valutazione serve anche a individuare i fattori che meritano più attenzione. Tra questi, la salute ossea è uno dei più importanti, perché dopo la menopausa la perdita di densità minerale può accelerare e rendere necessario un lavoro più mirato su forza, carico progressivo ed equilibrio.
La prevenzione dei problemi legati alla Menopausa
Osteopenia e osteoporosi: i problemi legati alla menopausa
Il calo degli estrogeni può avere un impatto importante sul tessuto osseo. Dopo la menopausa può accelerare la perdita di densità minerale ossea, aumentando il rischio di osteopenia, osteoporosi e fratture, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio.
Questo non significa che ogni donna debba allenarsi con carichi elevati senza criterio. Significa però che la salute ossea non può essere ignorata.
Camminare è utile, ma spesso non basta da sola per stimolare adeguatamente muscolo e osso. Il tessuto osseo risponde anche agli stimoli meccanici: carico, forza, impatto controllato, equilibrio e lavoro progressivo.
Per la pratica, questo apre tre riflessioni:
- la camminata è importante, ma non dovrebbe essere l’unico stimolo;
- il lavoro contro resistenza deve essere progressivo e adattato;
- in caso di osteopenia, osteoporosi, fratture pregresse o terapia farmacologica, serve coordinamento con il medico.
Allenarsi in menopausa non significa improvvisare. Significa costruire un percorso capace di proteggere muscoli, ossa e funzione nel tempo.
Le ossa non sono l’unico tessuto che risente dei cambiamenti ormonali e dell’età. Anche la composizione corporea può modificarsi: molte donne notano una maggiore tendenza ad accumulare grasso nella zona addominale, con implicazioni che non sono solo estetiche, ma anche metaboliche e cardiovascolari.
Il lavoro di forza merita un approfondimento dedicato: nell’articolo su allenamento con i pesi in menopausa spieghiamo perché il sovraccarico progressivo può essere utile per muscoli, ossa, metabolismo e autonomia, se adattato al livello della persona.
I cambiamenti nel metabolismo durante la menopausa
Grasso viscerale e metabolismo: cosa cambia in menopausa
Durante la transizione menopausale può aumentare la tendenza ad accumulare grasso nella zona addominale. Questo aspetto è importante perché il grasso viscerale non è solo una riserva energetica: è un tessuto metabolicamente attivo, associato a un rischio cardiometabolico più elevato.
Questo non significa che ogni donna in menopausa aumenterà necessariamente di peso o svilupperà problemi metabolici. Significa però che questa fase rappresenta una finestra importante per osservare alcuni indicatori:
- circonferenza vita;
- glicemia;
- emoglobina glicata, se indicata dal medico;
- pressione arteriosa;
- profilo lipidico;
- livello di attività fisica;
- quantità di sedentarietà quotidiana;
- qualità del sonno;
- forza muscolare.
La transizione menopausale può accompagnarsi a cambiamenti nella pressione, nel profilo lipidico, nell’insulino-resistenza e nella composizione corporea. Per questo la prevenzione non dovrebbe iniziare “quando c’è già un problema”, ma quando il corpo inizia a cambiare.
In questa fase, allenamento, alimentazione, sonno e monitoraggio dei fattori di rischio devono lavorare insieme.
Per comprendere perché questi cambiamenti possano diventare più evidenti proprio in questa fase, bisogna tornare al ruolo degli estrogeni. Il calo ormonale non spiega tutto da solo, ma modifica il contesto in cui metabolismo, grasso corporeo, massa muscolare, sonno e risposta all’allenamento interagiscono tra loro.
Il cambiamento ormonale in Menopausa
I cambiamenti ormonali in Menopausa
Gli estrogeni non servono solo alla funzione riproduttiva. Sono coinvolti anche in processi che riguardano metabolismo, sistema cardiovascolare, tessuto osseo, funzione muscolare, distribuzione del grasso corporeo, termoregolazione e salute genito-urinaria.
Durante la perimenopausa, la funzione ovarica diventa progressivamente meno stabile. Questo può portare a oscillazioni ormonali importanti: in alcune fasi gli estrogeni possono variare molto, mentre dopo la menopausa tendono a ridursi in modo più stabile.
Il risultato non è uguale per tutte.
Alcune donne attraversano questa fase con sintomi lievi. Altre sperimentano cambiamenti molto più marcati: sonno disturbato, aumento della circonferenza vita, riduzione dell’energia, calo dell’umore, maggiore ansia, vampate, dolori articolari o ridotta tolleranza all’allenamento. Questa variabilità è un punto essenziale. Non esiste “la menopausa” uguale per tutte. Esiste una fase fisiologica comune, ma con manifestazioni molto personali.
I cambiamenti ormonali non si manifestano solo sul corpo visibile. Possono influenzare anche aspetti meno misurabili, ma molto concreti nella vita quotidiana: sonno, energia, umore, vampate, recupero e percezione della fatica. Anche questi elementi incidono sul modo in cui una donna riesce ad allenarsi e a mantenere continuità.
Tra i cambiamenti riferiti più spesso da molte donne ci sono anche pesantezza, gonfiore alle gambe e maggiore sensazione di ristagno, soprattutto quando sedentarietà, caldo e ridotta attività fisica si sommano. Per questo abbiamo approfondito anche il tema delle gambe gonfie in menopausa, distinguendo quando il movimento può aiutare e quando invece è meglio chiedere prima un parere medico.
L’impatto della menopausa su sonno e umore
Sonno, vampate e umore: come l’allenamento può aiutare
Vampate, sudorazioni notturne, insonnia, irritabilità, ansia, calo dell’energia e difficoltà di concentrazione sono sintomi frequentemente riportati durante la transizione menopausale. La loro intensità, però, può variare molto da donna a donna.
Qui è importante essere precisi.
L’esercizio fisico è molto utile per salute generale, composizione corporea, funzione muscolare, metabolismo, salute cardiovascolare, tono dell’umore e qualità della vita. L’allenamento però non dovrebbe essere presentato come una “cura certa” per le vampate o per i sintomi vasomotori però l’attività fisica può aiutare molte donne a sentirsi più forti, più energiche, più stabili e più capaci di gestire questa fase.
Sappiamo inoltre quanto l’allenamento sia utile per la salute cardiovascolare, metabolismo, controllo del peso, salute muscolo-scheletrica, salute mentale e qualità della vita.
Le principali raccomandazioni internazionali convergono su un punto: l’approccio più solido combina attività aerobica e rinforzo muscolare e come abbiamo visto , per la donna in menopausa questo è particolarmente importante perché permette di lavorare sia sulla salute cardiometabolica sia su forza, massa muscolare, ossa e funzione.
Proprio perché i cambiamenti possono coinvolgere corpo, sonno, energia, metabolismo e sintomi, non sempre è semplice capire da sole da dove iniziare. In alcuni casi basta aumentare gradualmente il movimento; in altri serve una guida più strutturata, capace di adattare l’allenamento alla persona e non solo all’obiettivo estetico.
Il ruolo del Chinesiologo e Personal Trainer in menopausa
Quando rivolgersi a un professionista
Può essere utile iniziare un percorso supervisionato se:
- il peso sta aumentando nonostante uno stile di vita apparentemente simile a prima;
- la circonferenza vita cresce;
- la forza è diminuita;
- compaiono dolori articolari durante l’allenamento;
- si ha paura di usare i pesi;
- si è ricevuta diagnosi di osteopenia o osteoporosi;
- si è sedentarie da molti anni;
- sono presenti ipertensione, insulino-resistenza, diabete o altre condizioni metaboliche;
- si vuole tornare ad allenarsi, ma non si sa da dove iniziare;
- si alternano tentativi intensi e periodi di abbandono.
In questi casi, il ruolo del chinesiologo e del personal trainer non è ovviamente quello di sostituire il medico. Il suo compito è costruire un percorso di movimento progressivo, sostenibile e coerente con la persona, collaborando con il medico.
Quando questi segnali sono presenti, il punto non è trovare l’esercizio perfetto online, ma costruire un percorso. È qui che una valutazione iniziale diventa utile: permette di capire il livello reale della persona, evitare improvvisazioni e scegliere una progressione sostenibile.
Il ruolo del Chinesiologo e Personal Trainer in menopausa
Come lavoriamo in MOTUS Training Lab
In MOTUS Training Lab, a Roma EUR / Tor de’ Cenci, l’allenamento in perimenopausa e menopausa non parte da una scheda standard.
Parte da una valutazione.
Prima di decidere esercizi, carichi, frequenza e intensità, è importante capire il contesto: livello di partenza, storia personale, eventuali dolori, qualità del sonno, obiettivi, composizione corporea, forza, mobilità e capacità aerobica.
Solo dopo ha senso costruire un programma.
Per alcune donne il primo passo sarà riprendere confidenza con il movimento. Per altre sarà imparare a usare i pesi in sicurezza. Per altre ancora sarà combinare forza, attività aerobica e lavoro sul recupero.
L’obiettivo non è allenarsi di più a caso. L’obiettivo è allenarsi meglio, con un metodo adatto al corpo che cambia.
Questo approccio permette di leggere la menopausa non come un limite, ma come una fase in cui il movimento deve diventare più intelligente, più preciso e più coerente con i cambiamenti del corpo. Da qui nasce il messaggio finale dell’articolo: non allenarsi di più a caso, ma allenarsi meglio.
Perimenopausa e menopausa: una fase di cambiamento
Conclusione
Perimenopausa e menopausa non devono essere viste come una fase in cui “il corpo peggiora e basta”.
Sono una fase in cui il corpo cambia. E proprio per questo richiede più attenzione, più strategia e meno improvvisazione.
Il punto non è inseguire il peso sulla bilancia o cercare l’allenamento più faticoso possibile. Il punto è costruire forza, proteggere massa muscolare, sostenere metabolismo, migliorare salute cardiovascolare, preservare le ossa e mantenere autonomia nel tempo.
Forza, attività aerobica, movimento quotidiano, sonno, alimentazione e monitoraggio dei fattori di rischio diventano parti dello stesso percorso.
Se sei arrivata fin qui, probabilmente hai già capito che in perimenopausa o menopausa non basta “fare un po’ di movimento” o copiare una scheda generica.
Il corpo cambia, e il percorso di allenamento deve essere costruito meglio.
In MOTUS Training Lab, a Roma EUR / Tor de’ Cenci, puoi partire da una valutazione iniziale per capire quale tipo di allenamento sia più adatto al tuo livello, alla tua storia e ai tuoi obiettivi.
L’obiettivo non è proporti una scheda standard, ma costruire un percorso progressivo, sostenibile e personalizzato per aiutarti a ritrovare forza, energia, controllo e fiducia nel movimento.
MOTUS Training Lab
Largo Lido Duranti 1, 00128 Roma
Zona EUR / Tor de’ Cenci
WhatsApp: 349 676 3851
Email: info@motustraininglab.com
Per chi vuole chiarire i dubbi principali prima di iniziare un percorso, queste sono alcune delle domande più frequenti su perimenopausa, menopausa, metabolismo e allenamento.
Le domande frequenti su menopausa e perimenopausa
FAQ
Qual è la differenza tra perimenopausa e menopausa?
La perimenopausa è la fase di transizione che precede la menopausa e può durare diversi anni. La menopausa viene generalmente definita dopo 12 mesi consecutivi senza ciclo mestruale, in assenza di altre cause fisiologiche o patologiche.
Perché in menopausa aumenta il grasso addominale?
Il calo degli estrogeni, l’età, la riduzione della massa muscolare, la sedentarietà, il sonno disturbato e lo stile di vita possono favorire una maggiore tendenza all’accumulo di grasso addominale e viscerale.
In menopausa il metabolismo rallenta?
Può ridursi il dispendio energetico, soprattutto se diminuiscono massa muscolare e movimento quotidiano. Non è corretto dire che il metabolismo “si blocca”, ma cambia il contesto in cui alimentazione e allenamento producono risultati.
I pesi sono utili in menopausa?
Sì. L’allenamento contro resistenza è importante per forza, massa muscolare, funzione e prevenzione della perdita di autonomia. Deve però essere progressivo e adattato al livello della persona.
Camminare basta in menopausa?
Camminare è utile, soprattutto per salute cardiovascolare e riduzione della sedentarietà, ma spesso non basta da sola. Le raccomandazioni internazionali indicano anche attività di rinforzo muscolare almeno 2 giorni alla settimana.
L’allenamento riduce le vampate durante la menopausa?
Le prove scientifiche sono ancora contrastanti. L’attività fisica è utile per salute generale e qualità della vita, ma non va presentata come cura certa per vampate o sintomi vasomotori.
Quando è meglio iniziare ad allenarsi?
Il prima possibile, adattando il programma al livello di partenza. La perimenopausa è una fase strategica perché permette di lavorare in prevenzione su forza, ossa, metabolismo e composizione corporea.
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